lunedì 20 gennaio 2014

Sabato 4 giugno George Clooney

Il lungo fine settimana con Marco, iniziato bene con i fiori, è andato inesorabilmente declinando. Per fortuna il Leo è a Milano con la Rana, e allora ci troviamo per un aperitivo al Diana.
“Da quanto tempo!” esclama Leone, stringendo la mano al mio fidanzato, verso cui non nutre molta simpatia. “Come sto? Come sto?”
Ci raggiungono la Manu con un suo amico - belloccio, elegante, e soprattutto silenzioso: non pronuncia una parola per tutta la sera - e Giulio insieme ad Elisa. Insomma, un’inedita serata di coppie. Mentre Giulio ci racconta del suo prossimo viaggio in Cina (parte lunedì), vicino al nostro tavolo passa Paolo Villaggio. “Guardate, c’è Fantozzi!” strilla la Manu. “In questo periodo incontro gente famosa dovunque. Venerdì scorso all’Hollywood, per esempio…”
“Chi hai incontrato?” la interrompe Marco, con il suo solito sorriso sarcastico. “Umberto Eco?”
“Ho incontrato George Clooney!” comunica trionfante la Manu, senza dargli retta.
“Nel privé, ovviamente” dice Giulio.
“Sì, ho accesso al privé. Non mi costa nulla: dopo un paio di volte, ho chiesto al tipo all’entrata se aveva intenzione di continuare a farmi pagare.”
“La gente a volte ha pretese assurde” osserva il Leo.
“Gli ho fatto presente che i clienti mi offrivano da bere, quindi a loro conveniva che venissi spesso.”
“E George Clooney?” chiede Giulio.
“Come è riuscito a farsi ammettere nel privé?” scherza la Manu. Tutti ridono, Giulio arrossisce.
“Com’era Giorgino dal vivo?” lo soccorro io.
“Ancora più bello che sullo schermo. È stata una sensazione intensa, ve lo posso garantire.”
“Avrà avuto un sacco di guardie del corpo…”
“Uno stuolo” conferma la Manu. “Ma George, con un’occhiata, ha dato il via libera. Mi sono avvicinata e lui si è alzato in piedi. Gli ho chiesto «George, ma cosa ci fai qui?», e lui mi ha risposto «Perché, non posso?». È un tipo simpatico, e non se la tira per niente. Mi ha spiegato che era a Milano per girare degli spot pubblicitari”
“Quanto ci hai parlato?” chiede Elisa.
“Pochi minuti. All’improvviso mi è venuto il dubbio che lo stavo disturbando, allora gli ho detto che i miei amici mi aspettavano e me ne sono andata.”
“E l’hai mollato così?” ride il suo amico.
“Sì, povero George. L’ho lasciato lì in piedi, con il suo bicchierozzo in mano.”
Verso le undici Guglielmo di Ciclhobby mi manda un sms dalla Val d’Aosta, chiedendomi come mai non rispondo ai suoi messaggi.

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