lunedì 17 marzo 2014

Giovedì 16 giugno Parenti serpenti

Valeria recentemente ha comprato la collezione completa di Streghe in DVD. Andiamo a vedere le prime puntate da Paola, che però sembra poco interessata. “Ti vedo un po’ sovrappensiero” osservo. “È successo qualcosa?”
“Ho appena sentito mia mamma” risponde lei, scuotendo il capo. “Ieri si è ripresentato un vecchio problema.”
“Niente di grave, spero” mormoro, incerta.
“Niente di particolarmente grave. È il fratello di mia mamma, che è una spina nel fianco.”
Valeria, comprensiva, mette in pausa il lettore DVD.
“La situazione è peggiorata da quando è insieme alla sua attuale compagna… o compagno… non sono sicura di come si dica in questi casi.”
“Quali casi?” chiedo, incuriosita.
“Beh, sta con un travestito” sospira Paola, sedendosi sul letto con le gambe incrociate.
“Ma senti un po’!” esclamo, cercando le Camel.
“Dovreste vedere che coppia: mio zio è piuttosto piccolo, con la pancetta e i capelli lunghi, tinti di biondo e pettinati indietro; il travestito è un mulatto brasiliano con due spalle da armadio.”
“A parte l’aspetto estetico, che tipo di problemi vi creano?” chiede Valeria.
“Cercano continuamente di spillare dei soldi a mia mamma. Mio zio è sempre al verde: è disoccupato, e ha perso al casinò la consistente eredità di mio nonno Carmelo.”
“E il suo compagno? Lavora?”
“Sì, sulla tangenziale. Infatti si fanno vivi specialmente d’estate, una volta che i clienti del brasiliano partono per le vacanze.”
“Anche il caldo giocherà la sua parte” ipotizzo io. “Quando la temperatura supera i trenta gradi, è più facile che le persone escano dai binari.”
“Mio zio è incazzato anche d’inverno” osserva Paola. “È convinto di essere stato imbrogliato con il testamento del nonno. L’ultima volta che ha incontrato mia mamma, ha cominciato ad urlarle «Puttana! Puttana!», con il travestito che lo istigava.”
“Sono pericolosi?”
“Beh, finora si sono limitati a dare in escandescenze, ma non puoi mai sapere cosa hanno in serbo.”
“O in croato” puntualizzo. Valeria ridacchia e si accende una sigaretta.
Paola fa un pallido sorriso, poi prosegue: “Ieri notte, per esempio, ne hanno combinata una grossa. I miei hanno un appartamento al mare, a San Vito lo Capo, a un centinaio di chilometri da Palermo. Ci vanno due settimane ad agosto, ma durante il resto dell’anno lo affittano. In questo periodo c’era una coppia di Milano, e lo zio ha rovinato loro le vacanze.”
“Che ha fatto?” chiediamo contemporaneamente Valeria ed io.
“Ha telefonato ai pompieri che la casa stava bruciando,” sospira Paola, “e loro sono arrivati di gran carriera con auto, sirene, pompe, accette e tutto il resto: dopo aver constatato che non c’era nessun incendio, non sono stati per niente contenti.”

Nessun commento: