La sera il Leo passa a
prendermi, perché abbiamo appuntamento con alcuni suoi amici all’Atomic Bar.
“Ho deciso per le vacanze” annuncia, mentre cerchiamo disperatamente parcheggio.
“Andrò in Messico con il Bipede e il Petrone.”
“Claudia viene con voi?”
“Stai scherzando, spero. Non ho
nessuna intenzione di portarmela dietro. Voleva che andassimo in vacanza
insieme in Grecia, ma ho fatto orecchi da mercante.”
“Le cose si stanno facendo
serie” lo avverto. “Per questa volta l’hai scampata, ma ti conviene entrare
nell’ordine di idee che si tratta delle tue ultime vacanze da single. Le
prossime le passerete insieme, mano nella mano, a guardare i tramonti al mare.”
Il Leo si agita: “Mi fai
accapponare la pelle. Appena torno dal Messico le notifico che tra noi tutto è
finito.”
“Mi si strazia il cuore: una
storia d’amore che finisce in una maniera così triste. Ma si può sapere cosa
non ti piace di Claudia, a parte il sedere?”
“Al di là di questo aspetto,
sul quale peraltro è difficile prescindere, c’è… c’è un problema di
linguaggio.”
Lo guardo sorpresa.
“Addirittura!” Siamo fermi ad un semaforo e uno zingaro si mette a pulire il
vetro della sua Polo viola, per poi bussare al finestrino chiedendo soldi.
Il Leo lo ignora. Appena torna
il verde, riparte di scatto. “La Rana si esprime come uno scaricatore di porco,
e questo mi ammazza la libido.”
“Non ti facevo così delicato.
Usa un linguaggio scurrile mentre siete a letto? Ti chiama «bel patatone»?”
“No, peggio. Il fatto è che
prima di andare in bagno, mi comunica quello che ha in mente di fare. Visto che
non è un compagno di caserma, questa abitudine - specie nei momenti di intimità
- non è il massimo.”
“Mi dispiace ammetterlo, ma
sono d’accordo con te.”
Ci passa a fianco un’ambulanza
del Centro Accoglienza Anziani di Cesano Boscone. Sulla fiancata, ha il disegno
di un uomo in carrozzella, spinto da un’infermiera. “Allegria! A questo punto,
potevano metterci pure la morte con la falce” osserva il Leo.
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