giovedì 6 giugno 2013

Mercoledì 4 maggio Viaggi in moto

“È un peccato che a Giulio, appena si è comprato la moto, abbiano ritirato la patente” osservo durante l’aperitivo col Leo e Paola al Bhangrabar.
“Già, è un peccato” concorda il Leo. “Anche se - invece di andare in moto - dovrebbe fare sport, visto che sta ingrassando a dismisura.”
“Questa è una menzogna. A te piuttosto non farebbe male un po’ di esercizio” rispondo, guardandogli criticamente la pancia.
Paola, all’improvviso, si rabbuia: “Simone, il mio ex, a volte mi portava in moto con lui.”
“Che romantico!” esclama il Leo. “Tu e lui, e di fronte solo l’orizzonte!”
“Sarebbe stato romantico se Simone non fosse stato Simone” risponde Paola, amara. “Riusciva a de-romanticizzare qualsiasi cosa, con la sua mancanza di attenzione nei miei confronti. Una volta mi abbandonò in un paesino sperduto in mezzo alla campagna lombarda, dove ci eravamo fermati a prendere un caffè. Ripartì a tutta velocità prima che salissi dietro di lui. Così rimasi lì, con la bocca aperta, nella piazza di quel villaggio dimenticato da Dio, mentre lui sfrecciava lontano. Solo dopo qualche chilometro si accorse che non c’ero più.”
“Dove l’avevi conosciuto?”
“All’Università. Anche lui aveva iniziato a studiare chimica.”
“Amore a prima vista?”
“No, per niente.” Paola scuote energicamente la testa. “La prima volta che l’ho visto, mi è sembrato un pirla. La seconda volta, invece, mi è piaciuto. Peccato che la prima impressione fosse quella giusta!”
“Da quanto vi siete lasciati?” domanda il Leo.
“Da quasi un anno. La scorsa estate, a Ferragosto.”
“Relazione lunga?”
“Troppo lunga. Mi domando perché sia rimasto con me così tanto, visto che la vita di coppia non gli interessava per niente.”
“Forse perché sei una gran figa?” ipotizza il Leo.
Paola ride. “Basta pensare a come organizzava le sue vacanze: in tre anni di relazione non siamo mai andati in vacanza insieme.”
“In effetti è un po’ strano” concordo.
“Anzi, a dire la verità”, si corregge Paola, “un viaggio lo abbiamo fatto: siamo andati a Parigi per un weekend.”
“Breve, come viaggio, ma bello” approva il Leo.
“Sì, infatti ero contenta. Pregustavo la prima serata che avremmo passato insieme: una cena in un ristorante tipico, una passeggiata in Place des Vosges e poi una notte di fuoco in hotel. Invece siamo andati a mangiare un panino da Mc Donald, e Simone per la notte aveva prenotato alla Casa del Giovane, in pieno Quartiere Arabo. La nostra camera aveva i letti a castello!”
“Sei ancora in contatto con lui, vero?” chiedo, bevendo un sorso del mio gin tonic.
“L’ho visto da poco per restituirgli dei cd. Non è cambiato: ha la stessa faccia da culo. Ha pure provato a vedere se ci scappava la scopata dell’ex: mentre stavamo prendendo il caffè mi ha guardato con occhi da cerbiatto e mi ha sussurrato, con voce mielosa «eppure, a volte, sogno che noi due ricominciamo».”

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