“Al Casablanca” risponde lei, togliendosi gli occhiali. “Flavia mi aveva appena detto che se ne sarebbe andata.”
“Eravamo un po’ depresse, eh? Per fortuna Diego de la Vega ci tirò su il morale.”
“Diego de la Vega? Zorro?” domanda Giulio.
“Lui in persona. Era un tipo belloccio e stava con un suo amico grassottello e bruttino che non parlava mai. Sembravano proprio Zorro e Bernardo, il suo servitore muto.”
“E tu glielo facesti pure presente” sorride Valeria.
“Questo è il destino dei maschi!” osserva Giulio con amarezza “Si dà per scontato che dobbiamo prendere l’iniziativa, e poi veniamo sbeffeggiati senza pietà.”
“In effetti un po’ hai ragione. Per forza poi diventate tutti finocchi” ride Elisa.
“Devi prenderla con spirito, Giulio” gli suggerisco io.
Più tardi, riesco a scambiare due parole da sola col Leo, vicino al buffet. Sorseggiando un po’ del suo negroni, commenta: “Simpatica la tua nuova coinquilina, anche se si vede che non è svizzera.”
“È pugliese” confermo.
“Ho passato metà della serata a guardarle le tette.”
“Non avevo dubbi!” esclamo, severa.
“Ma ho notato anche i suoi bellissimi occhi neri” aggiunge lui, in tono di scusa. Guardiamo una coppia seduta ad un tavolo, silenziosa, lo sguardo di lui perso nel vuoto.
“Novità?” chiedo al Leo.
“Una ci sarebbe” comincia a raccontare lui, esitante, però ci raggiungono gli altri, e allora comincia a sparlare di Cuore sacro.
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