“Progetti bellicosi, tigre?” gli chiedo.
“Sara, non scherziamo. L’unica amica con cui farei del sesso sei tu, lo sai.”
“Che onore! Riferirò a Marco, che è qui con me e ultimamente mi trascura un po’”
“Riferisci, riferisci” esorta il Leo.
Prima di andare al cinema, insisto per fare un giro nella biblioteca universitaria, con la speranza di trovare qualche vecchia compagna di studi. Marco è pessimista: “Ormai un’altra generazione ha preso possesso del territorio” mi avverte. Purtroppo ha ragione: a parte un paio di persone, i visi intorno a me sono sconosciuti: studentesse che sembrano bambine, ragazzi senza barba. Alcuni non avevano neppure cominciato l’Università quando mi sono laureata. Me ne vado in fretta.
A casa mi sdraio sul divano, la testa posata sulle gambe di Marco, che mi accarezza delicatamente il viso. Chiudo gli occhi e smetto di pensare.
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