Al mio arrivo a Milano, alle undici, piove. Sono costretta a saltare le pozzanghere, come un camoscio triste, trascinando con difficoltà il trolley. A casa, la porta della camera di Valeria è già chiusa, e la luce è spenta. Vado a letto anch’io, ma stento ad addormentarmi.
domenica 13 ottobre 2013
Domenica 22 maggio Attese
Dopo pranzo chiamo Marco. Come prevedibile, è ancora arrabbiato e si limita ad un feedback di monosillabi. Dopo un paio di minuti ne ho abbastanza e lo saluto. Lui mi augura seccamente: “In bocca al lupo per domani.”
Al mio arrivo a Milano, alle undici, piove. Sono costretta a saltare le pozzanghere, come un camoscio triste, trascinando con difficoltà il trolley. A casa, la porta della camera di Valeria è già chiusa, e la luce è spenta. Vado a letto anch’io, ma stento ad addormentarmi.
Al mio arrivo a Milano, alle undici, piove. Sono costretta a saltare le pozzanghere, come un camoscio triste, trascinando con difficoltà il trolley. A casa, la porta della camera di Valeria è già chiusa, e la luce è spenta. Vado a letto anch’io, ma stento ad addormentarmi.
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