martedì 1 ottobre 2013

Venerdì 20 maggio Montebello/1

Ad aspettarmi in stazione a Vicenza c’è Caterina, detta l’Incazzosa, la più piccola di noi sorelle in ordine di età. “Ciao mostro” la saluto, salendo in auto. “Come va?”
“Sempre meglio, grazie. Mancano quattordici giorni effettivi alla fine della scuola.” Caterina fa l’insegnante elementare, ma non ama il suo lavoro.
“Non sei triste a dover lasciare per tre mesi i tuoi pupilli?”
“Per me possono schiattare tutti, insieme ai loro genitori” borbotta lei, torva.
A casa trovo tutta la famiglia che mi aspetta e chiacchieriamo sulle ultime novità, a Milano e a Montebello.
“Come ti sei lasciata con Beccafico?” si informa mia mamma. Come sempre, se c’è un cambiamento nella mia vita, si preoccupa più di quello che lascio alle spalle, che a ciò che mi aspetta.
“Benissimo” la rassicuro. “Gli ho pure dato un bacio dritto sulla sua boccuccia a cuoricino.”
“Nella vita non si sa mai” sentenzia mio padre. “Se si può, è meglio lasciarsi bene.”

Dopo che tutti sono andati a letto, prendo dal mobile a fianco della tv 365 giorni con il Papa, indispensabile vademecum della casa, e leggo il mese di maggio.

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