Durante la pausa con il «reparto legale» della Giordano, Giovanni riprende il discorso dell’organizzazione del reparto brevetti dal Becca. “Strano che non aveste ingegneri interni” osserva.
Inserisco la chiave nella macchinetta e comincio a selezionare i caffè per me e per gli altri. “Per un periodo ce n'è stato uno, ma non è durato molto.”
“Si è licenziato?” domanda Francesco, che finora si è mantenuto in religioso silenzio.
Scuoto la testa. “È stato «terminato». Provarono a lungo a costringerlo a dimettersi, senza successo. Finché una mattina si guastò l’unico computer connesso ad Internet…”
“Stai scherzando?” mi interrompe Arianna. “C’era un solo computer collegato ad Internet?”
“Era collocato nella stanza di passaggio, vicino alla contabilità, dove la moglie di Beccafico poteva sorvegliare gli utenti.”
“Incredibile!” mormora Giovanni.
“Beh, quando si ruppe, il Becca dette istruzioni di mettere al suo posto il computer dell’ingegnere, che quel giorno era in ferie. Il giorno dopo, nel vedere il suo tavolo vuoto, l’ingegnere non esitò un attimo: indignato, andò a riprendersi il computer. Il Becca, venuto a saperlo, lo licenziò seduta stante.”
“Seduta stante?” biascica Francesco.
“Sì” confermo “Cominciò immediatamente a dettare la lettera alla segretaria più vicina.”
“E l’ingegnere vi lasciò, portando con sé la scatola di cartone dove aveva messo la foto dei figli e la pianta grassa” conclude Giovanni.
“Non subito. Prima si mise a cancellare a tutto spiano i documenti compromettenti dal computer, incurante delle intimazioni ad andarsene. Per risolvere il problema alla radice, Beccafico staccò l’energia elettrica di tutto l’ufficio.”
Decido di tornare a casa a piedi: mi accendo una Camel e telefono a Marco, che mercoledì sera verrà a trovarmi per il ponte del 2 giugno. “Ciao bbello!” lo saluto. “Come stai?”
“Tutto ok, tutto ok” risponde lui. “Spero che ci vediamo, finalmente.”
“Certo. Ho tanta, tanta voglia di vederti.”
“Non ne sono tanto sicuro. Ho il sospetto che tu ti sia sollazzata con qualcun altro in questi giorni!”
“Non lo scoprirai mai” gli dico, come per scherzo.
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