Ho appuntamento a Cadorna con il Leo, per andare a vedere la mostra di Keith Haring. Tanto per cambiare è in ritardo, allora compro un gelato, e mi metto all’ombra, per difendermi dal sole ancora forte. Guardo il Filo della Vita che buca l’asfalto grigio.
Quando arriva il Leo esibisco polemicamente l’orologio: “Questi ripetuti ritardi sono una contraddizione enorme. Come si conciliano con la tua ammirazione per gli svizzeri?” Lui inizia la solita sceneggiata delle scuse, mentre lo fisso severa.
Ci avviamo verso la Triennale costeggiando il parco Sempione, gustandoci la Milano del fine settimana, rilassata e un po’ meno rumorosa.
“Ho conosciuto una ragazza appetibile” annuncia il Leo.
“Sono contenta per te!” mi felicito. “Hai già concluso?”
“No, ancora non c’è stato nulla, ma il mio sesto senso felino mi dice che me la darà presto. Il prossimo weekend sei a Milano?”
“Sì.”
“Vorrei presentartela. Lei durante la settimana esce raramente, quindi…”
“Facciamo venerdì. Sono curiosa di incontrarla. Come vi siete conosciuti?”
“Ad una cena a casa del mio collega Filippo. Chiara è un’amica della sua fidanzata.”
“Così il tuo fascino da uomo rude e silenzioso ha colpito un’altra volta. Sono contenta per te, anche se un po’ mi stupisco di come tu abbia dimenticato in fretta Claudia.”
“Purtroppo le cose belle finiscono” sentenzia il Leo. “Ad ogni modo ti garantisco che non rimpiangerai la Rana, perché anche Chiara è un tipo peculiare.”
“Spero che tu non abbia da ridire anche sul suo fondoschiena: sarei un po’ stanca di disquisire sempre di culi” lo ammonisco.
“No, da quel punto di vista tutto è ok. Dopo la relazione con la Rana, era diventato un requisito indispensabile”
“L’avevo capito!”
“Non mi sembra vero di uscire con una persona che riesce a passare senza problemi tra i tavolini dei locali” sospira il Leo.
Un sudamericano sta seduto su una panchina a torso nudo, con una lattina di birra in mano, esibendo un pancia enorme. Mi guarda con insistenza mentre passo, io lo ignoro. “In che senso è peculiare, allora? Non essere vago, Leone, non ti si addice.”
“Per il suo atteggiamento verso la vita...” Il Leo si interrompe, soffocato da un attacco di tosse.
“Vuoi affidarmi le tue ultime volontà?” mi offro, premurosa.
Recuperato il fiato, prosegue: “Diciamo che è un po’ sotto le righe.”
“Ognuno ha il suo carattere. Del resto non credo che una ragazza troppo estroversa andrebbe bene per te.”
“Forse no” riconosce il Leo. “Ma Chiara esagera nel senso opposto. E non è solo una questione di carattere, ma anche una scelta di vita.”
“Ha fatto dell’essere smorta una scelta di vita?”
“Non è facile da spiegare. Diciamo che, essendo rivolta alla trascendenza, si disinteressa delle cose terrene.”
“Come te, Leone” osservo.
Lui ignora la provocazione. Allontana con un calcio un piccione dall’aria malata, e chiarisce: “La sua passione è la filosofia indiana. Insieme ad altri esaltati, due o tre volte a settimana va ad ascoltare un santone, un tale Baba Babhalar o qualcosa del genere.”
“Uno di quelli con barba e turbante?” domando.
“Sì, predica dalle parti di Lotto. A quanto pare instilla la saggezza con l’imposizione delle mani.”
“Senti senti! Chissà cosa direbbe tua nonna!”
“Lo sai che è critica verso le altre culture: per lei il resto del mondo, Svizzera inclusa, dovrebbe essere cancellato con le bombe.”
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