Giulio ed Elisa, la cui relazione è ormai ufficiale, passano a prendere prima il Leo, poi me e Valeria, per andare a fare un giro a Brera. Ci ritroviamo in via Fiori Chiari con Paola, che sta contrattando con un ambulante per una borsetta. La trattativa, piuttosto animata, non va a buon fine e ricominciamo a passeggiare. Giulio annuncia che, dopo due anni di convivenza - più o meno serena - con il suo compagno di appartamento, andrà a vivere da solo.
“Ho trovato un bilocale a Maciachini che fa al caso mio.”
“Allora avrai il tuo scannatoio privato! Il tuo porciletto” lo stuzzica il Leo, dando un’occhiata di sfuggita ad Elisa.
“Eh già. Ad un certo punto della mia vita dovevo decidermi.”
“Hai ragione Giulio” lo sostengo io.
“Anche Chiara ha traslocato da poco e sta ristrutturando il nuovo appartamento” ci informa il Leo. “Credo che questo abbia contribuito a portarla al suo attuale stato di alienazione. A parte l’India, è il suo unico pensiero.”
Alla nostra destra c’è la solita bancarella che propone candele a forma di genitali maschili. Il venditore, un nero alto due metri, fa un sorriso a Paola e lei ne compra una, che brandisce come un trofeo prima di infilarla nella borsetta.
La gente è accalcata lungo le due stradine di Brera. Riusciamo comunque a trovare posto al Sans Egal, e ordiniamo i nostri cocktails.
Chiedo a Giulio: “Non ti vedo contento, malgrado la grande novità. Cosa ti turba?”
“Ho avuto una giornata dura” risponde, arrossendo di rabbia perché il Leo gli accarezza lentamente la nuca, affettando preoccupazione per la sua salute. “Ho passato la giornata a sistemare mobili: mi è pure caduto addosso un enorme armadio a due ante, imprigionandomi contro il letto.”
“Sei rimasto schiacciato come un ragnetto?” gli chiede il Leo, lasciando a malincuore la presa sulla sua nuca.
“Già. Per fortuna Elisa mi ha aiutato a sollevarlo.”
“Senza di lei saresti morto di inedia sotto il tuo armadio di rovere massiccio. Spero che le sarai grato.”
“No no, al contrario, si è incazzato” interviene Elisa, divertita. “Se l’è presa perché quando l’ho visto lì per terra, con le mani che spuntavano da sotto l’armadio, non sono riuscita a trattenere una risatina.”
“Per forza me la sono presa” si stizzisce Giulio, con la vena in mezzo alla fronte che gli pulsa come non mai. “Avrei voluto vedere voi nei miei panni. A momenti ci lasciavo la pelle, sotto quell’armadio maledetto, e la mia ragazza - invece di preoccuparsi che non mi fossi fatto male - sghignazzava a crepapelle.”
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