Da quando si è licenziata, Arianna sembra un’altra persona: rilassata, allegra, soddisfatta. “Ha l’aria un po’ troppo trionfante, ma non mi lamento di certo!” esclama Marozzi davanti alla fotocopiatrice, aggiustandosi gli attributi. “Mi ero rassegnato a sopportarla fino alla pensione.”
Nel frattempo è trapelato che andrà a lavorare ad Oristano. Entrerà nell’ufficio legale della società di un nostro cliente, il Dottor Ottolenghi, conosciuto come Dottor Octopus a causa della sua abitudine di insidiare le collaboratrici. “Magari spera di venire molestata anche lei” ipotizza Elena, che, avendo fatto per anni l’assistente di Arianna, le serba un rancore infinito.
Poiché il Leo e Paola vogliono conoscere la mia mentore, la invito a un aperitivo al Bobo 32. Durante la prima parte della serata non fa nessuna uscita a sproposito, deludendo le aspettative degli altri. Ad un certo punto, però, mentre discutiamo del lavoro che vorremmo fare se potessimo cambiare radicalmente vita, il Leo commenta: “Mi tenterebbe l’agri…”
“L’agricoltura! Lo sapevo” lo interrompe Arianna, eccitata. “Appena ti ho visto, ho pensato…”
“Hai pensato: «ecco due braccia rubate all’agricoltura»” completa Paola. “Lo so, tutti abbiamo avuto la stessa idea dopo aver conosciuto il Leo.”
“No, volevo dire che non mi sembri il tipico ingegnere!” cerca di spiegarsi Arianna.
“Non dare retta a Paola, è una vipera. Ho capito cosa volevi dire” la rassicura il Leo, compito. “Però più che all’agricoltura progettavo di dedicarmi all’agriturismo. Con il Petrone ed il Bipede si parlava di comprarci un casale da ristrutturare nelle campagne intorno a Firenze e di arricchirci sfamando le orde di inglesi, tedeschi e americani che invadono la zona.”
“Lo stesso progetto di Cassetti” osserva Arianna, rivolta verso di me.
“Non so se ti si confaccia la vita di campagna” aggiunge Paola. “Ci sono bestie feroci. I varani, per esempio.”
Il Leo sbuffa: “Scherza. Si riferisce ad un episodio capitato…”
“In Messico, lo so” lo interrompe Arianna. “Sara mi ha raccontato.”
“Quante persone sono al corrente di questa storia, esattamente?” mi rimprovera il Leo.
“Solo pochi intimi” sorrido.
Paola cambia discorso, chiedendo ad Arianna se è contenta di trasferirsi ad Oristano.
“È una grande occasione professionale. Del resto,” aggiunge la mia quasi ex collega, agitando le mani grassottelle e infervorandosi, “quando ti accorgi che dai il C-U-L-O per la società per cui lavori, ma non ricevi neppure un minimo di riconoscenza, non rimane altro da fare che mandare tutti a C-A-G-A-R-E e andarsene il prima possibile.”
“Non hai paura di annoiarti, in Sardegna, tra le pecore?” chiede il Leo.
Arianna scuote il capo vigorosamente: “Sicuramente all’inizio non sarà facile, ma mi ci abituerò. Oristano ha i suoi aspetti positivi: è una città a dimensione d’uomo.”
“Questo è poco ma è sicuro” osserva sarcastico il Leo.
“E poi d’estate è molto viva. Si riempie di turisti. Sono sicura che non mi annoierò.”
“Brindiamo all’inizio di una nuova vita, allora” intervengo, levando il calice.
Quando Arianna va in bagno, il Leo sbotta “Iiiiih! Hai ragione: è veramente una pazza. E poi hai visto che piedi gonfi ha? Sembrano due salamini!”
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