A Montebello si cena presto: alle sette la tavola è già sparecchiata. Come al solito mio papà si è addormentato sul divano davanti alla televisione e russa a bocca aperta. Mia mamma lavora ad un maglione, mentre io lavo i piatti e le do gli ultimi aggiornamenti su Milano. In una versione censurata, naturalmente: se sapesse che ho una storia con la mia compagna di appartamento le verrebbe un colpo. Si stupisce che non io non trovi un nuovo fidanzato dopo Marco, verso cui ora sembra nutrire un pizzico di rimpianto. Sono intrappolata in questa conversazione poco piacevole, quando mi chiama il Leo. Felice per essere stata salvata inaspettatamente, esco col cellulare in giardino.
“Come sta Chiara?” chiedo, guardando il cielo stellato. “Vorrà festeggiare, visto che è Halloween.”
“Lei non festeggia mai” risponde il Leo. “Io invece vado ad una festa con Fede e Robi. Ho deciso che, almeno stasera, preferisco vivere. Stasera voglio vivere e cantare!”
“Leone vuole vivere e cantareeee!” accenno.
Il Leo completa a squarciagola: “Tristezzaaaaaaa, per favore vai viaaaaaa.”
“E Chiara? Ti aspetta a casa facendo la maglia?”
“La povera si è presa un’infezione al piede”
“Dovresti essere al suo capezzale a prenderti cura di lei” lo rimprovero.
“Guarda che in realtà è contentissima di non uscire: non domanda di meglio che starsene a casa a bruciare incenso e a pregare le sue divinità indù.”
“D’accordo, però che tu ti scateni nelle danze mentre la tua fidanzata è a letto malata…”
“Sì, lo so che sembra brutto” ammette il Leo “Però quella ragazza è deprimente. Un’infezione ad un piede, ti rendi conto? Non c’è poesia. Avesse avuto una malattia più romantica sarebbe stato diverso.”
“Per esempio?”
“Non so… se fosse stata tisica, ad esempio, mi avrebbe ricordato Dostoevskij.”
“E ti pare una buona ragione per lasciarla sola col suo piede infetto, mentre vai a fare bisboccia coi tuoi amichetti?”
Il Leo resta in silenzio un paio di secondi. Evidentemente sono riuscita a farlo sentire un po’ in colpa.
“Allora, infame?” infierisco.
“Ok, forse hai ragione. Rimedierò nei prossimi giorni, te lo prometto. Sarò premuroso con lei. Potrei portarla al cinema: all’Anteo danno La Sposa Cadavere.”
“Non c’è speranza ” concludo, sconsolata.
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