sabato 19 marzo 2016

Mercoledì 16 novembre A Firenze con De Biasi/2

Tornando da Firenze, De Biasi confida, a voce bassa per non disturbare i compagni di viaggio: “Un tempo lavoravo ancora di più. Stavo in studio dalle otto del mattino alle nove di sera, tranne il sabato e la domenica, in cui mi fermavo fino alle due. Mia moglie mi diede l’ultimatum: o cambiavo rotta, o potevo dire addio al mio matrimonio.”
“Accidenti!” commento.
De Biasi annuisce: “Mi resi conto che stavo andando avanti a testa bassa, senza riflettere su cosa fosse effettivamente importante per me. Cominciai ad arrivare in ufficio più tardi e ad andarmene prima. E, anche se continuai a lavorare il sabato, da allora la domenica la dedico alla mia famiglia.”
“Suppongo che, quando ci si sposa, sia necessario scendere a compromessi” osservo. “Non che abbia mai dovuto affrontare il problema.”
“Sicuramente non per mancanza di pretendenti!” esclama De Biasi. “Gli ingegneri dello studio mi hanno detto che assumerti è stata l’idea più brillante che abbia mai avuto.”
Sorrido: “Spero che mi apprezzino anche dal punto di vista professionale.”
“Certamente, certamente” si affretta ad assicurarmi il capo.

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